La
Gestalt-therapy
è una metodologia di lavoro su di sè,
che può essere praticata nelle forme della Psicoterapia o
del Counseling, individuale o di gruppo; fu
inventata
e insegnata da Friederich Solomon Perls, che
negli anni '60 del '900 la chiamava semplicemente "terapia della
consapevolezza".
La parola Gestalt è tedesca e non traducibile precisamente,
le parole che si avvicinano maggiormente sono "forma" e
"struttura".
Ogni giorno mettiamo in atto schemi,
automatismi, processi ripetitivi che costituiscono il nostro personale e specifico adattamento all’ambiente.
La ripetizione di un processo determina la forma, il vissuto esistenziale e relazionale tipico della persona, che dal
punto di vista fisico
corrisponde a
sensibilità, gestualità, postura, stato di salute generale.
I nostri processi ripetitivi sono costituiti dal susseguirsi
di diversi punti di vista, di segno positivo e negativo.
Il disagio deriva dal fatto
che i diversi punti di vista si susseguono senza
consapevolezza dell'insieme: ad esempio quando abbiamo paura, crediamo
che non avremo mai più sicurezza, quando ci sentiamo
soli crediamo che non avremo mai più l'amore di nessuno, e
così via.
Quando viviamo un periodo di difficoltà è come se certi aspetti
fossero sempre in primo piano, mentre altri sempre sullo
sfondo.
Il metodo del Gestalt Counseling
è accompagnare e
stimolare il cliente in un percorso di auto-esplorazione delle proprie forme interiori: aiutarlo cioè a prendere
le parti di ciascun personaggio, elemento o entità presente
in una data situazione, a mettere in scena una libera rappresentazione dello schema ripetitivo.
Mettere intenzione e
coscienza per fare esperienza delle varie tendenze contrapposte
che agiscono dentro di noi e strutturano la nostra vita quotidiana, significa
integrarle in un insieme di possibilità più
ampio, disinnescando la ragion d'essere dell'automatismo.
Tale consapevolezza è terreno fertile per la nascita di soluzioni creative nella vita quotidiana.
La figura qui a sinistra, non è un sassofonista oppure
un volto di donna: è tutte e due le cose insieme, e forse molte
altre. Bianco e nero, figura e sfondo, esistono soltanto in relazione tra loro, fanno parte di un unità.
Allo stesso modo, quando possiamo sentire e tenere insieme le nostre parti
contrapposte, possiamo scegliere quale direzione prendere: essere non solo attori, ma anche registi
della nostra vita.
Il compito del gestalt counselor è di rimanere in contatto con
il
cliente momento per momento, valutando in quale momento del processo offrire uno
stimolo oppure un supporto, su quale piano, in quale direzione.
Per sviluppare questa competenza è necessario un profondo lavoro su di sè, volto a scoprire ed integrare i propri personali schemi ripetitivi ed abitudini alla manipolazione, ad esempio riguardo al "salvare"
gli altri, sedurli, controllarli.
Il counselor deve riconoscere
questi aspetti di sè per mantenere il proprio
equilibrio nel momento del lavoro.
A questo proposito, voglio concludere
con una citazione del fondatore della scuola:
"Sarò
con te. Sarò con te con il mio interesse,
la mia noia, la mia pazienza, la mia rabbia, la mia
disponibilità. Sarò con te [...] ma non ti posso
aiutare. Sarò con te. Tu farai quello che riterrai
necessario".
Con questo lavoro su di sè,
la persona sviluppa una maggiore
responsabilità: la capacità di "essere presente
alle
proprie parole e ai propri atti", di non nascondersi dietro a "mi
è successo", saper riconoscere: "questo è
ciò che
penso e ciò che voglio": agire e rispondere partendo da se
stessa.