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"Perché non si fa a meno di altre vite anche rubate a pagine che sfogli oziosamente e ambiguo le hai assorbite da fantasmi inventati che tu spogli rivestendoti in loro piano piano come se ti scoprissi in uno specchio L’Uomo a Dublino, o l'ultimo Mohicano, che ai 25 si sentiva vecchio E percorriamo strade non più usate figurando chi un giorno ci passava e scrutiamo le case abbandonate chiedendoci che vita le abitava, perché la nostra è sufficiente appena ne mescoliamo inconsciamente il senso; siamo gli attori ingenui sulla scena di un palcoscenico misterioso e immenso" da Francesco Guccini, "Vite" |
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L'Enneagramma
come via alla consapevolezza.
Per quanto riguarda la applicazione dell'Enneagramma alla personalità individuale, attualmente le correnti di diffusione principali sono la scuola gesuitica, che accosta i nove tipi a una lettura dei peccati capitali del Cristianesimo, e la scuola umanistica, che studia i nove tipi dal punto di vista del vissuto psicologico ed esistenziale, che ha come principale divulgatore il gestaltista Claudio Naranjo. Ogni persona ha generalemente una forma o strategia esistenziale dominante, che possiamo rintracciare in uno dei nove punti dell'Enneagramma, che definiscono così nove enneatipi. Si possono trovare molti libri ed anche molti siti che indicano caratteristiche degli enneatipi: si tratta di descrizioni in alcuni casi precise e circostanziate. Esse hanno un valore storico e fenomenologico, cioè indicano la situazione attuale, "del secolo", a partire da uno specifico punto di vista: sono come fotografie fatte con la macchina fotografica chiamata Enneagramma. In passato vi sono state anche rivendicazioni di diritti d'autore sul simbolo e sull'insegnamento delle tipologie, ma tale diatriba si è presto arenata: non può esistere una versione ufficiale della dottrina, ma soltanto la continua acquisizione e trasmissione di consapevolezza a partire dal senso della propria esperienza confrontata con quella altrui. In questo senso la trasmissione diretta continua tutt'oggi. L'enneatipo è in parte è sovrapponibile a quello che volgarmente chiamiamo ego o carattere: la forma specifica del sentire, del relazionarsi e del pensare con cui filtriamo l'esperienza del mondo. Si tratta all'inizio di una decisione cosciente, che col passare del tempo si trasforma in automatismi che strutturano una condizione di insoddisfacente consapevolezza del proprio presente, di dimenticanza della propria essenza trascendente. G.I.Gurdjieff definiva l’ego “un senso condizionato di sé separato, concepito da elaborati mentali basati sul passato”; tale idea è rintracciabile in molte tradizioni spirituali, ad esempio nel Buddhismo si parla di karma: il peso del passato sul presente. Qualunque sia l'origine di tale peso, vivere in modo automatico si può paragonare a guardare la televisione rimanendo nel tipico stato di ipnosi che essa induce. Il nostro enneatipo è il tipo di programma che guardiamo e preferiamo. Il percorso di crescita è: comprendere, fare piena esperienza di ciò che ci tiene fissi davanti a quel programma, per poter liberamente e responsabilmente scegliere di integrarlo in un contesto più ampio. Il campo in cui lavora l'Enneagramma può in parte coprire il campo delle varie tipologie psicologiche, senza però assumerne l'aspetto scientifico, poichè si richiama non a una sintomatologia osservabile in modo oggettivo, ma direttamente alla relazione dinamica tra azioni e vissuti soggettivi, essendo sostanziato da una millenaria distillazione di esperienza. Per comprendere se stessi alla luce dell'Enneagramma è necessario abbandonare la dicotomia normalità/pazzia, e mettere empatia e pazienza per comprendere i caratteri. L'Enneagramma rende conto anche figurativamente delle relazioni tra i nove tipi di ego, e di come ogni tendenza viva e trovi completamento soltanto in relazione a tutte le altre. Ognuno ha la possibilità di sentire e comprendere la motivazione, le passioni, le trappole, le virtù del proprio come degli altri enneatipi; d'altro canto, poichè solo ciascuno per sè può veramente sapere "chi è", si può molto discutere sull' enneatipo degli altri, e spesso ciò costituisce un importante mezzo di comprensione e crescita, ma l'unica identificazione veramente valida è quella che ciascuno sente per se stesso. Riconoscere la propria attuale modalità esistenziale di base significa cominciare a superarla: imparare a vedere al di là della abituale ripetitività, familiarizzare con punti di vista complementari, sperimentare una maggiore fluidità. Ecco il valore spirituale del lavoro con l'Enneagramma: riconoscere la maschera che portiamo e in cui siamo in parte identificati, squarciare il velo, cominciare a dissipare la propria specifica illusione esistenziale. Io faccio riferimento all'Enneagramma nella mia vita e lo offro come chiave di lavoro nella mia attività di Counseling. Una bibliografia Il testo introduttivo più diffuso: Helen Palmer, "L'Enneagramma" Il testo classico della scuola umanistica - psicologica: Claudio Naranjo, "Carattere e Nevrosi" Una presentazione sintetica e aggiornata degli enneatipi è presente nel testo: Claudio Naranjo, "Per una gestalt viva" |
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